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Orazione 30/11/2018: Richiami di Fede vengono implorati dallo spazio Orante

(6 min. di silenzio)

Critiche, dubbi, sospetti, indecisioni, incomprensioni, sfiducia…
Un cumulo di pensieri sdrucciolanti gravitano e si moltiplicano… intorno alle credenze, intorno alle testimonianze, intorno a ciò che può rappresentare un valore.
Questa è l’anima e l’atteggiamento dell’uomo contemporaneo: sottomesse le credenze e revisioni quasi apocalittiche, non come rivelazioni ma come “l’usa e getta” continuo, cercando spiragli in cui attaccare o dissentire.
Il caso è cercare- sembra un’ossessione- un “contro”.
E se si faceva colazione col caffè, occorrerà cercare quali effetti nocivi ha il caffè. Non vorremmo mica credere che il caffè è buono, in dosi sensate! -intendendosi per “sensato” quel che non suppone una dipendenza-.
Ma… sembra che non si possa, o che quasi sia proibito in ambito sociale, avere una relazione, una fiducia, una convinzione; anzi si ha dubbio in modo permanente, il sospetto mantenuto, il controllo osservante, la mosca dietro all’orecchio… -forse è per questo che le mosche non vanno in letargo-.
Tutto questo parassitismo, che sembra essere culturale… “Sembra”. Se questo è cultura, davvero ci convertiremo in acari che deambulano sulle coperte (con tutto il rispetto verso di loro) però senza esserlo… sembra non essere il miglior destino.
E queste posizioni di…, ci azzardiamo a dire addirittura, “di ingratitudine, di insoddisfazione permanente”, certamente chiudono i pori, accrescono le rughe, modificano il tono muscolare e si fanno posizioni apatiche, incredule.
Perché questo è il seguente passo: nel viver quotidiano, dopo la distruzione massiva… come aragoste in un campo, come tarlo in un legno, dopo arriva questo stadio del “tutto va bene, tutto serve”, ma allo stesso tempo niente va bene e niente serve: indifferenza.
Tutto un Universo messo a disposizione delle specie! (e di questa, l’umana) e il protagonista si nega all’attuazione, si nega a seguire il copione! Ma non ne ha un altro! Non vuole girare il film dell’Universo, dell’Infinitudine, dell’Eternità. Si afferra ai suoi criteri di dominio e di potere, e di critica, di acidità.
Certo. Evidentemente ci sono ceppi che non coltivano queste modalità “ancora”. Ci sono. Ma questo atteggiamento volubile e “sapienziale” (da sapienza)- fra virgolette- che conosce e sa tutto e opina su tutto, e mette in dubbio qualunque cosa, senza sapere, senza un’analisi affettiva…
Perché l’analisi di qualunque situazione non è esente da affettività.


Ma sembra essere di bassa qualità l’avere fiducia, il collaborare, il condividere, il rallegrarsi, il diletto…
È il dominio, la rabbia, la desolazione… ciò che impera; ed è anche ciò che opera al momento di promuovere un’altra dimensione. Anche. Come se ti si contagiasse; come se fosse il linguaggio che si comprende.
E se non si parla in base a questo tono, imperativo, dominante, classificatore, determinista! sembra non capirsi; sembra che ciò che si esprime non ha valore.

Potremmo dire che il Mistero Creatore ha utilizzato tutti i tipi di strategie… in noi, con noi, fra noi, per noi, verso gli altri… Infinitudini di combinazioni e… probabilità, possibilità, affinché la vita si rinnovi!, si rifaccia, si ricrei, si veda libera dall’agguato continuo difronte a qualunque posizione, disposizione, opinione!...


Sembra sia proibita la pulcritudine, l’adattamento, la flessibilità, la compassione, la convivenza, la congratulazione.
L’amabilità si converte, nel quotidiano, in un insulto, in un insulso stare… dove le manca carattere! dove le manca forza!, dove le manca…!
Sì. già sapevamo che tutto questo è guerra, ma, così forte!... per cui occorre chiedere scusa per essere amabile?
Mi scusi se sono amabile, mi potrebbe dare informazioni…?
Cosa vuole?!!
Psss! Lascialo.
Il prossimo!!

Qualcosa del genere… qualcosa del genere.
Un giustizialismo di giustizia prepotente, ma di quella giustizia più… più rancida! Sì. Di quelle che non ammettono riabilitazione, recupero, rigenerazione, rinnovamento… queste giustizie botte, cadute e rialzate; queste giustizie di sangue, sudore e lacrime.

Senza dubbio – senza dubbio-… il Mistero Creatore si allontana; ma… stando più vicino che mai, chi lo allontana è l’essere. E, senza dubbio, perché così permette il Mistero Creatore.

“Ahi, quando avrai bisogno di me!”… -sembra sentirsi-. Ahi! Ti lascerò deambulare con i tuoi poteri fino a che non avrai bisogno di me”.

Quale volto del Mistero si vedrà, quando si avrà bisogno di Lui, di Esso?
Quale volto si offre ora!... con moltitudini di avvenimenti, con innumerevoli possibilità che sembrano solamente involvere?

Non è difficile vedersi, come umanità, correndo precipitatamente verso il precipizio!... per lanciarsi in quel vuoto; magari aspirando al fatto che lì si senta la necessità, e lì si rechino gli aiuti per evitare di colpirci.

Sembra che la moderna sicurezza risieda in una mezza fiducia, in cui sempre si ha scampo, una via di fuga, rifiuto!...
Non sembra esserci calma, se non si ha una sicurezza di tradimento, scampo, fuga, negazione…
È come se gli esseri cercassero di mantenere gli sbagli o errori -o quelli che si vogliono considerare come tali- di tutto ciò che li circonda… per, in un qualche caso, poter attaccare… o potersi difendere – che sembra essere lo stesso-.

(2 min di silenzio)

I prestigi durano un momento; immediatamente appaiono i “disprestigi”, come se fossero pelli di serpenti che cambiano il loro manto.

La Pietà sembra essere nascosta o!... si è trasformata in vendetta, giustiziera, correttrice, maestra castigatrice.

Ahi! L’acqua fresca continua ad essere il miglior sollievo per il viso, anche se l’essere si impegna ad imbrattarla con false caricature.

Certo è che “una parola basta per guarire”. Ma si è anche arrivati al punto in cui “una parola basta per distruggere, per rovinare, per spostare, per creare l’incomoda sicurezza del dubbio, del sospetto”.

Non occorre ormai aspettate che canti il gallo tre volte, per negare qualcosa in cui si diceva di credere. Prima che il gallo canti, si nega l’attribuzione di una fede… e accrescono i dubbi.

(3 min di silenzio)

Reclama la Parola, il suo credo…
Reclama il Mistero Creatore, il suo entusiasmo…
Reclama la Speranza, il suo posto…
Reclama l’Amore, il suo… darsi disponibile!

Se si ascoltassero i reclami… sicuramente le lamentele si pacificherebbero: le maledizioni si dissolverebbero; i reclami si farebbero attese, e non disperazione.

(2:30 min di silenzio)

Il Senso Orante ci reclama. Ci chiama!... ad ascoltare, a ricomporci, a rifarci, senza pregiudizi!; con carità, comprensione, convinzione.
Ci chiama al renderci conto dello sciame che si origina attorno… all’essere, e ai suoi compiti e conseguenze.

Reclami di Fede richiede l’orante… come se fossero prove del fatto che c’è un ascolto, del fatto che si sente l’aureola Creatrice nelle nostre espressioni, nei nostri vissuti.

Ahi! Amati come tulipani!, come fini ali di farfalla: così soavi… solo un Mistero le può accarezzare senza romperle…
Così squisito, che solo si può… avvicinare il senso e sentire le sue fragranze.