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Orazione 23/03/2018: Oggi è scarso il senso comunicante solidario

Le così chiamate “false notizie” o “fake news” sono l’anticamera di una scalata di paure, avvertenze, terrori… come se si stesse preparando la popolazione a recludersi, a ritrarsi, a separarsi, a mantenere un livello di sfiducia ogni volta maggiore. In questo modo, assieme alle cattive notizie, alle false notizie, si aggiungeranno le false informazioni dei dirigenti, governanti, banchieri, ecc. e non è per niente nuovo! Ma che aggiunti, sottoporranno la popolazione ad una situazione, a certe circostanze desolanti.

Il Senso Orante ci avverte che questa situazione va in crescendo e mette in dubbio la parola di ogni uno.
A tutto questo, data la situazione, le comunicazioni degli uni agli altri si fanno barocche, complesse, difficili…per la paura alla sincerità.
Ciò che è sincero occupa un ruolo distruttore, in un intreccio di bugie, occultamenti, settarismi, radicalismi…

La superficiale informazione delle agenzie di stampa, dei corrispondenti, dei giornali, dei periodici, delle riviste...è sempre minore e sempre più e più superficiale; cosicché l'informazione di cui potremmo aver bisogno- guardate bene- si esprime e proviene da luoghi e spazi che non possiamo verificare. Non possiamo verificare se ciò sta accadendo o no. In nessun modo.

Queste informazioni a distanza non restano relegate a quegli spazi, ma si trasmettono – come dicevamo inizialmente – ad ognuno e ad ogni vicinanza.
E cosi non ci sorprenderà che le informazioni più vicine, i saperi più prossimi siano occulti, distorti siano più o meno chiari, e diano luogo, come è da supporre, ad ogni tipo di speculazioni.
Innanzi a tanta speculazione, i pettegolezzi, i commenti mordaci, le ipotesi, le teorie… si fanno frequenti, e stabiliscono tutto un contenuto di nuove false notizie.

Che versione sarà quella che avrà ognuno su uno stesso fatto? O che non- versione?
E' come dire, rifiutare qualunque versione di qualunque fatto, con la qual cosa, nessuna informazione interessa, soltanto quello che uno fa.
Tutto ciò ci porta ad una coscienza di desolazione.

Il Senso Orante ci ricorda la necessità dell’espressione sincera, dell’intimità necessaria, dell’attenzione con le parole, del silenzioso ascoltare! Della dissoluzione dei pregiudizi, e la presunzione d’innocenza!... prima di lanciarsi a condannare, attaccare, criticare, acidificare, creare malessere…

Presto, la Chiamata Orante ci spinge a prendere una posizione innanzi ai silenzi che dovrebbero essere parole, innanzi alle parole che dovrebbero essere silenzi, innanzi alla nostra propria comunicazione…e l’attenzione alla comunicazione degli altri con noi.

Oggi è scarso il senso comunicante solidario, condiviso, consensuale!
Consolidato. Ed è facile che si introducano variabili di distorsioni, variabili di errori che conducano al dissidio o ai conflitti.

Il Senso Orante reclama, di essere attenti ai repentini momenti di risposta esagerati , o alle inquisitrici opinioni verso l’esterno o verso l’interno…Ma con tutte queste attenzioni, bisogna anche aver cura di chiarire quello che si pensa, quello che si sente, sull'esprimere opinioni, ma con risorse! Con evidenze!
Questo perché esiste ovviamente la tentazione di, innanzi alla paura di contaminarsi, appartarsi, fuggire, rinchiudersi – come dicevamo- la tentazione di separarsi e creare una sfiducia mutua…tesa!
E giustamente quel che si precisa è quella parola sincera, quel silenzio complice di capirsi, comprendersi, di confabularsi!... nella bontà, nell’allegria, nel divertimento!

Il Senso Orante ci avverte anche, che innanzi a questa situazione d’animo dell’anima, dell’animismo relazionale , innanzi a quella confusione e caos che poco a poco si impadronisce della convivenza, è importantissimo sapere che tutto ciò si è instaurato e generato da un deterioro del dominio, del controllo, della violenza…e del potere in generale, nella e dentro la vita. E a questa parola bisogna riferirsi “La vita”, come una parola che ci avverte, che ci apre gli occhi, e che ci da la prospettiva di sapere che…per lo meno ancora c’è molto da vivere. “Per lo meno”.

E questo che sembra che possa essere al margine della notizia, della comunicazione, ecc. non lo è. No. per che se argomentiamo a proposito della Forza di Vita in quanto alla sua espressione, la sua manifestazione, la sua difesa, la sua adattazione, il suo pleomorfismo, la sua capacità di risposta, davanti agli agenti che deteriorano la vita, se incorporiamo quell’idea, senza dubbio avremo un leitmotiv,
una motivazione per credere nelle risorse della chiarezza, nelle risorse della sincerità, nelle risorse delle evidenze, nelle risorse della solidarietà, nelle risorse dell’avvicinamento, nelle risorse della comprensione, nelle risorse degli affetti, no nelle risorse dei difetti.
E in questo modo, ogni volta che appare la distorsione, il dubbio, il sospetto, immediatamente reclamiamo alla vita che si manifesti, che chiarisca, che dica…prima di affogare per l'eterno sospetto, prima di condannare continuamente tutti!... invece di rispettare tutti!

Come vita che siamo, prima, prima di tutto, come tali, dobbiamo dare testimonianza…e offrire le nostre migliori garanzie, le nostre qualità d' arte, i criteri riconosciuti di conciliare, regolare, e pattare! Di saperci bisognosi di tutto ciò che ci circonda, e di sapere che siamo anche necessità di altri!...

E quindi dobbiamo essere pienezza di vita, di disponibilità…e assumere generosamente, umilmente, e sommessamente, davanti al cielo, la nostra presenza, il nostro arrivo, il nostro dovere…sapendo adattarlo ad ogni situazione e necessità.